Ville venete: commissione Cultura approva report Istituto regionale. Presidente Scatto, “serve piano strategico tra cultura e turismo per valorizzazione patrimonio unico al mondo”

29 giugno 2022

 

(Arv) Venezia 29 giu. 2022 -   La valorizzazione del patrimonio culturale, artistico, sociale ed economico delle ville venete, ‘museo a cielo aperto’ del territorio regionale, è stata al centro dei lavori della commissione Cultura del Consiglio veneto. La commissione presieduta da Francesca Scatto (Lega-Lv) ha approvato il rendiconto dell’attività 2021 dell’Istituto regionale Ville Venete, illustrato dal presidente Amerigo Restucci e dal direttore Franco Sensini. L’ente regionale, che supporta restauro, conservazione e valorizzazione di 3825 ville in Veneto e 438 in Friuli, in 42 anni di attività ha finanziato lavori per 362,6 milioni di euro, sostenendo gli investimenti eseguiti dai proprietari (pubblici e privati) delle ville.  Il report dell’Irvv evidenzia come negli ultimi dieci anni il volume complessivo dei finanziamenti concessi si sia progressivamente ridotto, attestandosi nell’ultimo quinquennio su una media annua di 1 milione e mezzo di euro: da un lato è diminuito il numero degli interventi straordinari da prestare alle ville anche in considerazione della riduzione dei tassi di interesse praticati dal sistema bancario che rende meno competitivi i finanziamenti IRVV, dall’altro l’ente registra una costante riduzione delle risorse finanziarie a disposizione. Nel 2021 il bilancio dell’ente regionale ha recuperato un po’ di ossigeno con il contributo regionale di gestione di 790 mila euro, in netto aumento rispetto ai 93 mila del 2020. Nel corso dell’ultimo anno l’Irvv ha finanziato comunque lavori su ville venete per un ammontare complessivo di 467.508 euro di cui 300.000 per mutui, 105.258 per contributi ordinari e 62.250 per contributi per calamità naturali. I mutui attivi concessi dell’istituto sono circa 200, per un capitale residuo di credito di oltre 12 milioni di euro. Nonostante le limitazioni imposte dall’emergenza pandemica – ha evidenziato il presidente Restucci - l’Istituto ville venete ha continuato a realizzare iniziative di valorizzazione culturale, come il Campiello in villa, la manifestazione ‘Sorsi d’autore’ e il turismo scolastico in villa, nonché i percorsi formativi con le scuole superiori e i dipartimenti universitari.

“L’Istituto regionale Ville venete svolge una funzione chiave per la salvaguardia e valorizzazione di quelli che sono considerati nel mondo autentiche ‘perle’ monumentali, artistiche e culturali del paesaggio veneto – ha rilevato la presidente Scatto - Servirebbe intensificare il raccordo tra Regione e Irvv per valorizzare al meglio il patrimonio delle ville venete, con un piano strategico che coniughi cultura e turismo”. “La mission dell’Istituto regionale è essenziale per l’identità culturale del Veneto e va potenziata: le ville venete sono presidi inimitabili del nostro territorio”, ha aggiunto Scatto. L’esigenza di fare sistema per valorizzare le ville come ‘gioielli’ del territorio anche negli itinerari culturali e cicloturistici del Veneto è stata sottolineata anche da Stefano Giacomin (Lega-Lv). “Le ville venete sono all’origine del proto-sviluppo imprenditoriale del Veneto e del policentrismo del suo modello urbanistico”, ha evidenziato Marzio Favero (Lega-Lv), auspicando anche una connessione tra l’istituto veneto e gli enti di promozione delle residenze patrizie e artistiche delle altre regioni italiane. Il capogruppo del Pd Giacomo Possamai ha rilevato, come nota critica, il mancato inserimento del piano paesaggistico nel Piano territoriale regionale di coordinamento della Regione del Veneto e ha proposto un ‘focus’ specifico della politica veneta sulla necessità di tutelare e di salvaguardare un patrimonio storico, artistico ed economico unico al mondo.

Nel corso della seduta la commissione ha approvato anche, a maggioranza, il programma 2022 delle iniziative che la Giunta intende attuare in via diretta per la promozione e la valorizzazione dell’identità veneta.